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Progetto
istruzione
Le
scuole sorgono vicino alle chiese, ai centri missionari,
anche d’altre confessioni cristiane oppure alle moschee. L’istruzione è
arrivata con i missionari.
Le classi dirigenti sono state
istruite in maggioranza in istituti cattolici, considerati i migliori
per qualità.
L’ex
presidente Kabbah, di fede islamica, ha frequentato le scuole
cattoliche, anche per questo mantiene buoni rapporti con le comunità
cristiane.
Bambini di fede islamica
frequentano le scuole cattoliche, perché spesso sono le uniche del
villaggio.
In queste scuole si prega secondo
le due fedi.
La scuola rappresenta
indubbiamente una delle principali porte aperte alla necessità di un
dialogo concreto tra cristiani e musulmani, in un paese in cui i
cristiani non superano il 10% della popolazione e soltanto poco più
della metà sono cattolici.
Il corredo scolastico è costituito
da un quaderno e una matita o una penna talvolta, raramente un libro,
custoditi gelosamente da una piccola cartella, spesso di paglia.
Sono tanti,
perché sono tanti i bambini, gli adolescenti e i giovani, la metà della
popolazione.
Per noi, che
veniamo da un paese in cui i bambini scarseggiano, sono un oceano di
vita e di gioia.
Alle ore 13 le
lezioni sono terminate e si ritorna a casa.
Per
gli studenti che abitano nei villaggi
questo vuol dire anche due o tre ore di cammino, spesso sotto un sole
impietoso.
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