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Presenza in Sierra Leone

Le suore delle Piccole Discepole di Gesù vivono a Makeni, Port Loko e Yele e sempre più sono vicine alle esigenze della popolazione.

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La Sierra Leone

Sierra Leone

Un puntino nell'Africa

 

La Repubblica della Sierra Leone è uno Stato dell'Africa Occidentale, sulla costa dell'oceano Atlantico.

La nazione confina con la Guinea a nord e a est, e con la Liberia a sud-est.

La vicenda della liberazione degli schiavi rimasti nei territori della Sierra Leone è stata ricordata

nel nome della capitale Freetown, "città libera".

La Sierra Leone emerge da una guerra civile protrattasi per oltre 10 anni,

il cui impatto sulle condizioni di vita della popolazione è risultato devastante.

 

 

 

Morfologia

Il territorio comprende un'estesa pianura costiera, formata dai detriti trasportati dai numerosi corsi d'acqua che la attraversano.

Procedendo verso l'interno, un ripido gradino segna l'inizio di una serie di tavolati che si susseguono con altitudini crescenti.

I rilievi più elevati, a est, appartengono ai Monti Loma.

La costa è orlata di lagune e profondamente incisa dagli estuari.

 

Clima

Il clima è tropicale; le piogge, abbondanti sulla costa, diminuiscono nelle regioni interne.

Il clima tropicale di questa regione è di tipo caldo-umido, caratterizzato da inverni asciutti e da abbondanti precipitazioni concentrate nei mesi che vanno da maggio a ottobre e causate dai monsoni provenienti da sud-ovest;

per questo motivo, nelle regioni costiere, esse raggiungono una media superiore ai 3.800 mm annui.

Nelle regioni montuose la temperatura è resa mite dall’altitudine.

 

Popolazione

Nell'ultimo Rapporto sullo sviluppo umano dell'ONU,

la Sierra Leone risulta il Paese con il più basso Indice di sviluppo umano nel mondo dopo il Niger.

 

 

Oggi...

è il primo paese al mondo per mortalità infantile sotto i 5 anni, con 283 decessi su 1000 prima del quinto anno di vita,  e per mortalità materna, con 1.800 gestanti che, ogni 100.000 parti, muoiono per complicazioni insorte durante la gravidanza. 
Con una superficie di appena 73.326 km quadrati, la Sierra Leone deve il suo nome ai portoghesi, primi europei a sbarcarvi nel 1462, per le impervie montagne che circondano la capitale, Freetown, chiamarono la regione Serra Lyoa, la montagna del leone.

Dal 1600 l'influenza dei commercianti inglesi divenne predominante: con l'abolizione della schiavitù l'Inghilterra avviò una politica volta a favorire il ritorno in Africa degli ex schiavi, sbarcando in Sierra Leone gli africani  liberati dalle navi negriere intercettate al largo del Golfo di Guinea.


Ma furono i primi gruppi di schiavi liberati, provenienti dall'Europa e dall'America, a fondare la capitale nel 1787, che chiamarono Freetown, la città libera.

Dopo la dominazione coloniale inglese (1808-1961) e un periodo di relativa prosperità negli anni '50 legato alle attività minerarie, la Sierra Leone ha conosciuto un progressivo declino economico, per il fiorire di un mercato clandestino dei diamanti, ma anche per le politiche d'aggiustamento strutturale imposte negli anni '80 dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), quando il taglio della spesa pubblica gravò inevitabilmente sui ceti più poveri della popolazione, ossia la gran parte.

La già grave situazione socio-economica del paese si è ulteriormente aggravata con la guerra civile che ha avuto luogo dal 1991 al 2002, quando la guerra in corso in Liberia sconfinò nel paese innescando tensioni interne latenti e gli interessi economici legati alle compagnie di diamanti

Infatti la Sierra Leone dispone d'enormi risorse: giacimenti di diamanti, d'oro, di bauxite e di rutilio; ha un territorio che permetterebbe colture diversificate (caffè e cacao nel sud, tabacco e arachidi al nord) e un mare molto pescoso, oltre ai vantaggi del porto naturale di Freetown, protetto dalla penisola su cui sorge la capitale. 

 

Eppure la maggior parte della popolazione è estremamente povera.

Ancora oggi, la guerra in Sierra Leone rimane impressa nell'immaginario collettivo per le gravissime atrocità commesse contro i civili, le vere vittime del conflitto.

 

Donne e bambini sono stati oggetto di orribili violenze e abusi, migliaia di giovanissimi tra i 4 e i 16 anni sono stati arruolati come bambini-soldato (nel 2000 il 30% dei combattenti aveva meno di 15 anni), marchiati a fuoco con le sigle dei gruppi ribelli, drogati e costretti a uccidere, mutilare e commettere abusi sessuali.

Il 90% delle bambine rapite dai ribelli sono state violentate, molte di esse sono poi state uccise o ridotte in schiavitù.

Oggi, nonostante i progressi in termini di stabilità politica interna e d'assistenza umanitaria alla popolazione, le condizioni di vita restano molto gravi e la popolazione della Sierra Leone non ha accesso ai servizi di base.
 
Il conflitto ha intaccato gravemente la capacità delle famiglie di soddisfare i bisogni primari, quali un'alimentazione adeguata, l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

Le donne e i bambini sono le vittime principali della povertà in cui versa il paese, come tragicamente dimostrano i tassi di mortalità, tra i più alti al mondo nonostante la riduzione della mortalità infantile negli ultimi anni che, dal 2001 è passata da 316 bambini morti ogni 1.000 nati vivi al dato attuale di 283 decessi prima del 5° anno di vita.